TUMORI POLMONARI, NUOVA TECNOLOGIA AL PEDERZOLI: DIAGNOSI PIU’ PRECISE GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Il sistema Lung Vision, grazie a una mappa virtuale del polmone consente di eseguire biopsie più sicure e mirate, riducendo il rischio di complicanze

Diagnosi più precise, tempi più rapidi, minori rischi per i pazienti. All’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale Pederzoli, diretta dal dottor Andrea Comel, è attiva da alcune settimane la tecnologia Lung Vision, uno dei sistemi più evoluti a disposizione della pneumologia interventistica per individuare e campionare i noduli polmonari periferici, che per prima che si realizza nel Triveneto. È la prima volta che un’attività di questo tipo viene realizzata nel Triveneto, segnando un importante passo avanti nell’adozione di tecnologie di ultima generazione per la diagnosi precoce delle patologie polmonari.

Una rivoluzione per chi, come l’équipe veronese, si trova ogni giorno ad affrontare l’incognita delle lesioni polmonari distali, spesso il primo indizio di un tumore al polmone. Secondo i dati del NELSON trial, il più grande studio europeo sullo screening polmonare, oltre il 70% dei tumori diagnosticati si sviluppa proprio in queste aree periferiche del polmone, difficili da raggiungere con precisione.

Il sistema Lung Vision, sviluppato da Body Vision Medical, sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale per combinare le immagini di una TAC ad alta risoluzione con la fluoroscopia in tempo reale durante la broncoscopia. Il risultato? Una “mappa dinamica” del polmone che guida il medico con una precisione mai vista prima.

“La forza di questa tecnologia – spiega il dottor Comel – è la possibilità di ‘vedere’ la lesione anche quando non è visibile con la fluoroscopia tradizionale. Questo consente di eseguire biopsie mirate con maggiore sicurezza, anche su noduli molto piccoli o difficili da raggiungere”.

A differenza delle biopsie transcutanee, che pur avendo un’alta resa diagnostica comportano rischi maggiori come lo pneumotorace, l’approccio broncoscopico reso possibile da Lung Vision mantiene un profilo di sicurezza elevato, senza sacrificare l’accuratezza.

La procedura si articola in due fasi: una preparatoria, in cui la TAC viene elaborata dal sistema per pianificare la strada migliore per raggiungere la lesione, e una intraoperatoria, in cui le immagini fluoroscopiche in tempo reale vengono arricchite e guidate dall’intelligenza artificiale.

In sala, il broncoscopista può navigare verso la lesione seguendo indicazioni visive intuitive, confermare la posizione grazie alla sonda ecografica (r-EBUS), e procedere al campionamento del tessuto con una precisione millimetrica. In caso di necessità, è possibile anche effettuare ulteriori “spin” fluoroscopici, per controllare tridimensionalmente la posizione degli strumenti rispetto alla lesione.

L’esperienza dei centri italiani e internazionali che già utilizzano Lung Vision è incoraggiante. I dati pubblicati parlano di rese diagnostiche comprese tra il 75 e l’87%, con una capacità di localizzazione che sfiora il 95% nei noduli più grandi. E nel contesto attuale, in cui la diagnosi precoce del cancro polmonare fa davvero la differenza sulla prognosi, questo significa maggiori possibilità di guarigione.

La tecnologia si integra con le attrezzature già presenti nelle sale endoscopiche, senza necessità di sale dedicate o costi proibitivi, un vantaggio non da poco anche per le strutture sanitarie. “In prospettiva – sottolinea Comel – potremmo persino trattare alcune lesioni localmente, con procedure mininvasive. Ma già oggi possiamo offrire ai pazienti un percorso più sicuro, rapido e accurato”.

L’arrivo di Lung Vision al Pederzoli rappresenta un salto di qualità non solo per la struttura, ma per l’intera area del basso Garda e del veronese, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere a una diagnostica di livello europeo senza spostarsi in grandi centri metropolitani.

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